venerdì 18 luglio 2008

la livroteca piano piano




piano piano


si direbbe va avanti, stiamo curando l'apparenza, eeeeehh... che bello!
vabe' se non altro ora l'ambiente e' un po' piu' umano...
abbiamo fatto anche una festa di ri-apertura

soltanto che gia' l'altro giorno e' arrivata la TV e siamo finiti su tutti i televisori del nord est del brasile... ole'

la cosa mi rattrista molto

nel senso che ci hanno avvisato, state attenti che siamo qua e controlliamo tutto..

e noi dobbiamo rimanere sorridenti e coccolosi

sorridenti e coccolosi

appre

mercoledì 7 maggio 2008

Poveri o derubati?




ieri stavo raccontando ad un mio caro amico della Livroteca ed essendo lui un cattolico convinto e praticante ha ovviamente storto il naso al conoscere le idee che ci muovono.
Abbiamo discusso per un quarto d'ora anche con delle difficolta' nel mostrare il mio punto di vista che puzza di radicalismo... fatto sta che alla fine mi pare di ricordare solo una frase tra tutte quelle dette, ad un certo punto se ne viene fuori con qualcosa di simile a " la chiesa cattolica e' l'unica che sta dalla parte dei poveri..."
e ci comincio a riflettere.. i poveri... i poveri.
Ma che cazzo vuol dire?
No no no c'e' qualcosa che non va'! sta storia va chiarita.
tanto per cominciare povero mi suggerisce l'idea di sfigato, nel senso "aiutiamo questi sfigati questi poveretti, i bambini poveri e neri dell'africa, i poveri di qua e i poveri di la', come se fosse una condanna mandata non so da quale essere superiore. Come se fosse qualcosa, la poverta', al disopra delle nostre responsabilita', del nostro potere e quindi quello che possiamo fare noi "poveri" mortali al massimo e' stare dalla loro parte, aiutarli, fare la carita' l'elemosina, a natale mandare i soldi, gli aiuti umanitari, andare a fare i volontari e a sudare in mezzo ai bambini neri per sentirsi utili, per sentirsi un po' gesu' cristo o vedersi un po' madre teresa di calcutta (che a me quella non me la racconta giusta...)
e quindi guai se i poveri scomparissero, come ci guadagneremmo il paradiso?
A me la storia dell'esistenza dei poveri non mi convince neanche un po', questi non sono poveri sono dei quotidianamente derubati, dai soliti ormai vecchi meccanismi noti. Se la chiesa volesse stare dalla parte dei poveri DERUBATI forse la smetterebbe di rompere i coglioni al mondo con le parole di dio, le messe, i sacramenti e le altre puttanate e a mandare preti suore frati in tutti i buchi cel culo del mondo a scassare le scatole a chiunque senza distinzione di razza o colore... e magari inizierebbe a disfare il sistema dal quartier generale a denunciare a CHIARE LETTERE I RESPONSABILI UMANI DELLE UMANE TRAGEDIE CHE SI SCATENANO OGNI VOLTA CHE GLI UOMINI SONO DERUBATI DELLA POSSIBILITA' DI VIVERE UNA VITA LIBERA DALLE CATENE DELLA FRUSTE E DAI CROCIFISSI.

e poi il cristo che ci presentano questi, che razza di esempio da'? Come si fa ad accettare di caricare sulle proprie spalle lo strumento simbolo del furto della tua vita? Che perversa complicita' e' mai questa?
Tutto per volere divino, per un disegno di un fantomatico padre, il sacrificio per salvare il mondo... ma che e' Hollywood dopato a mille?
ma per piacere..

mercoledì 30 aprile 2008

decostruire


Per un estraneo entrare in una favela per la prima volta puo' rivelarsi un modo singolare di conoscersi, o riconoscersi. Con un po' di attenzione si puo' registrare l' ordine in cui si notano le cose , o meglio dell'assenza delle medesime e poi tracciarsi un profilo psicologico. A seconda della personalita' c'e' chi nota per prima l'assenza di spazio, che nota l'assenza di pace, chi l'assenza di aria inodore. I piu' abituati ad una vita regolare notano l'assenza di un pavimento lineare, o una razionale continuita' delle pareti o delle viuzze che si snodano tutte a modo loro asssolutamente incuranti di concedere un minimo di orientabilita'. C'e' chi da "pratico" si perde nel materiale e cerca disperatamente di incontrare un mimino di senso costruttivo e non riesce ad evitare domande del tipo "ma quando piove l'acqua..?". Quelli che tendono verso l'umano invece hanno ben altro da domandarsi..

eh la prima volta e' sempre la prima volta e spesso tale rimane, e si', in generale se gli estranei che entrano in favela sono pochi, pochissimi sono quelli che ci ritornano, tra quest'ultimi molti sono ossessionati dal "fare qualche cosa". Si scatena una voglia di migliorare, di organizzare, di aiutare di evangelizzare un crogiuolo di belle voglie..

Noi della livroteca cerchiamo di controllarci, e piu' che di fare cerchiamo di disfare.

Dopo anni di osservazione e qualche secondo di intuizione abbiamo compreso quanto oggi ci appare ovvio (il dubbio atroce e' che lo sia sempre stato): istituzioni, ong, scuole, televisioni, chiese, ONU, FMI, UNICEF e via discorrendo hanno fallito, con dolo o senza, non ci interessa, non hanno fatto un accenno di passo avanti, anzi.
Non me ne frega niente neanche di argomentare quanto appena affermato perche' la situazione e' tale che si commenta e stracommenta da sola e non solo in favela...
Anzi veniamo subito al dunque la favela e' una grossa farsa, e' un inganno... in questo mondo alla rovescia, noi quattro squattrinati della livroteca siamo in paradiso, o meglio visti i nostri gusti non proprio ortodossi, siamo in un inferno tutto da godere!
La favela a volte resiste!
Il problema e' che ci stanno addosso, non so come ma sembra che in continuazione dobbiamo combattere i tentacoli del sistema che si muove come un blob maleodorante e pieno di virus,
un nemico che purtroppo non dorme mai e ci dobbiamo dedicare alla decostruzione continua e innarrestabile, c'abbiamo le canule del sistema fin dentro il bu del cu, il cervello in pappa stracarico di immondizia dobbiamo ragionare coi denti o con la pancia per mantenere sottocontrollo la situazione.
Forse una speranza all'orizzonte: stavamo per iniziare l'addestramento dei grassi topi di favela per convincerli alla nostra causa quando abbiamo scoperto che non ce n'era bisogno, si erano gia' convinti da soli e hanno iniziato il contrattacco.
Sappiate che anche loro non dormono mai, ANZI!!

mercoledì 23 aprile 2008

liberta', questa sconosciuta

In questi ultimi giorni ci siamo chiesti che cos'e' la liberta'. Chi e' piu' o meno libero di noi. Ognuno ha buttato la' qualche idea, ognuno la sua fragile opinione.. ma direi in sostanza che nessuno ha convinto nessuno.

Risultato differente invece quando abbiamo capovolto il discorso e ci siamo chiesti se eravamo schiavi. Abbiamo elencato gli obblighi spiacevoli, i lavori che siamo costretti a fare e tutte le ragioni per cui non potremmo prendere, lasciare tutto e andarcene via.. cosi' man mano che ripetevo "ma allora siamo schiavi!" intorno a me si creava un certo silenzio..

Non mi ricordo bene come siamo passati ad un altro discorso, solo mi ricordo che le ore volavano e la fame non arrivava..

martedì 22 aprile 2008

Indio Moderno

Durante le riprese che abbiamo fatto in favela ci siamo imbattuti in ragazzi e bambini di varie eta' che a parte le condizioni del contesto sembravano uguali a quelli che mi e' capitato di incontrare ultimamente in italia o in bosnia, con le stesse passioni per i calciatori, per i capionati, per la formula uno e cosi' via.
Poi mentre le ore passano e le immagini corrono sui nastri digitali scopri qualche sguardo differente, qualche altra sensibilita'.
Allora magari ci pensi su', riflettendo pensi che si i bambini in generale sono uguali dappertutto, pero' c'e' smpre un pero'.
Le eccezioni. Che tra i bambini se ci penso, sono sempre tante, o forse dovrei dire tra gli esseri umani. Le diversita' si trovano nelle eccezioni.
Se cambi il fuoco della camera e vai magari sullo sfondo vedi un ragazzino differente. Forse e' quello piu' sensibile al contesto, forse e' quello che del calcio gliene frega proprio poco, forse quello che di sogni ne ha meno, forse quello che se lo lasciate li' a giocare con il suo aquilone, non vorrebbe saperne niente del mondo.
Ti parla di tipi d uccelli, di dice se la marea sale o scende, se glielo chiedi poi, altrimenti lui parlerebbe solo di aquiloni.
Non so esattamente cosa c'e' dietro, mi viene solo in mente una frase di O.Wilde, "Stiamo tutti seduti nel fango ma alcuni di noi guardano le stelle".
KCal dice che sono gli Indios Moderni, quelli ancora non conquistati da Cabral.

Sono felice per loro, e a dire il vero anche un po' invidioso..

sabato 19 aprile 2008

venerdì 18 aprile 2008

viajando em meu cenario

da oggi pubblicato su youtube, il primo
video sulla favela do Bode e sull'area intorno alla livroteca

http://it.youtube.com/watch?v=LFBBIpm6mXA


se il link non dovesse funzionare basta cercare su youtube il video "viajando em meu cenario"