Per un estraneo entrare in una favela per la prima volta puo' rivelarsi un modo singolare di conoscersi, o riconoscersi. Con un po' di attenzione si puo' registrare l' ordine in cui si notano le cose , o meglio dell'assenza delle medesime e poi tracciarsi un profilo psicologico. A seconda della personalita' c'e' chi nota per prima l'assenza di spazio, che nota l'assenza di pace, chi l'assenza di aria inodore. I piu' abituati ad una vita regolare notano l'assenza di un pavimento lineare, o una razionale continuita' delle pareti o delle viuzze che si snodano tutte a modo loro asssolutamente incuranti di concedere un minimo di orientabilita'. C'e' chi da "pratico" si perde nel materiale e cerca disperatamente di incontrare un mimino di senso costruttivo e non riesce ad evitare domande del tipo "ma quando piove l'acqua..?". Quelli che tendono verso l'umano invece hanno ben altro da domandarsi..
eh la prima volta e' sempre la prima volta e spesso tale rimane, e si', in generale se gli estranei che entrano in favela sono pochi, pochissimi sono quelli che ci ritornano, tra quest'ultimi molti sono ossessionati dal "fare qualche cosa". Si scatena una voglia di migliorare, di organizzare, di aiutare di evangelizzare un crogiuolo di belle voglie..
Noi della livroteca cerchiamo di controllarci, e piu' che di fare cerchiamo di disfare.
Dopo anni di osservazione e qualche secondo di intuizione abbiamo compreso quanto oggi ci appare ovvio (il dubbio atroce e' che lo sia sempre stato): istituzioni, ong, scuole, televisioni, chiese, ONU, FMI, UNICEF e via discorrendo hanno fallito, con dolo o senza, non ci interessa, non hanno fatto un accenno di passo avanti, anzi.
Non me ne frega niente neanche di argomentare quanto appena affermato perche' la situazione e' tale che si commenta e stracommenta da sola e non solo in favela...
Anzi veniamo subito al dunque la favela e' una grossa farsa, e' un inganno... in questo mondo alla rovescia, noi quattro squattrinati della livroteca siamo in paradiso, o meglio visti i nostri gusti non proprio ortodossi, siamo in un inferno tutto da godere!
La favela a volte resiste!
Il problema e' che ci stanno addosso, non so come ma sembra che in continuazione dobbiamo combattere i tentacoli del sistema che si muove come un blob maleodorante e pieno di virus,
un nemico che purtroppo non dorme mai e ci dobbiamo dedicare alla decostruzione continua e innarrestabile, c'abbiamo le canule del sistema fin dentro il bu del cu, il cervello in pappa stracarico di immondizia dobbiamo ragionare coi denti o con la pancia per mantenere sottocontrollo la situazione.
Forse una speranza all'orizzonte: stavamo per iniziare l'addestramento dei grassi topi di favela per convincerli alla nostra causa quando abbiamo scoperto che non ce n'era bisogno, si erano gia' convinti da soli e hanno iniziato il contrattacco.
Sappiate che anche loro non dormono mai, ANZI!!
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