mercoledì 30 aprile 2008

decostruire


Per un estraneo entrare in una favela per la prima volta puo' rivelarsi un modo singolare di conoscersi, o riconoscersi. Con un po' di attenzione si puo' registrare l' ordine in cui si notano le cose , o meglio dell'assenza delle medesime e poi tracciarsi un profilo psicologico. A seconda della personalita' c'e' chi nota per prima l'assenza di spazio, che nota l'assenza di pace, chi l'assenza di aria inodore. I piu' abituati ad una vita regolare notano l'assenza di un pavimento lineare, o una razionale continuita' delle pareti o delle viuzze che si snodano tutte a modo loro asssolutamente incuranti di concedere un minimo di orientabilita'. C'e' chi da "pratico" si perde nel materiale e cerca disperatamente di incontrare un mimino di senso costruttivo e non riesce ad evitare domande del tipo "ma quando piove l'acqua..?". Quelli che tendono verso l'umano invece hanno ben altro da domandarsi..

eh la prima volta e' sempre la prima volta e spesso tale rimane, e si', in generale se gli estranei che entrano in favela sono pochi, pochissimi sono quelli che ci ritornano, tra quest'ultimi molti sono ossessionati dal "fare qualche cosa". Si scatena una voglia di migliorare, di organizzare, di aiutare di evangelizzare un crogiuolo di belle voglie..

Noi della livroteca cerchiamo di controllarci, e piu' che di fare cerchiamo di disfare.

Dopo anni di osservazione e qualche secondo di intuizione abbiamo compreso quanto oggi ci appare ovvio (il dubbio atroce e' che lo sia sempre stato): istituzioni, ong, scuole, televisioni, chiese, ONU, FMI, UNICEF e via discorrendo hanno fallito, con dolo o senza, non ci interessa, non hanno fatto un accenno di passo avanti, anzi.
Non me ne frega niente neanche di argomentare quanto appena affermato perche' la situazione e' tale che si commenta e stracommenta da sola e non solo in favela...
Anzi veniamo subito al dunque la favela e' una grossa farsa, e' un inganno... in questo mondo alla rovescia, noi quattro squattrinati della livroteca siamo in paradiso, o meglio visti i nostri gusti non proprio ortodossi, siamo in un inferno tutto da godere!
La favela a volte resiste!
Il problema e' che ci stanno addosso, non so come ma sembra che in continuazione dobbiamo combattere i tentacoli del sistema che si muove come un blob maleodorante e pieno di virus,
un nemico che purtroppo non dorme mai e ci dobbiamo dedicare alla decostruzione continua e innarrestabile, c'abbiamo le canule del sistema fin dentro il bu del cu, il cervello in pappa stracarico di immondizia dobbiamo ragionare coi denti o con la pancia per mantenere sottocontrollo la situazione.
Forse una speranza all'orizzonte: stavamo per iniziare l'addestramento dei grassi topi di favela per convincerli alla nostra causa quando abbiamo scoperto che non ce n'era bisogno, si erano gia' convinti da soli e hanno iniziato il contrattacco.
Sappiate che anche loro non dormono mai, ANZI!!

mercoledì 23 aprile 2008

liberta', questa sconosciuta

In questi ultimi giorni ci siamo chiesti che cos'e' la liberta'. Chi e' piu' o meno libero di noi. Ognuno ha buttato la' qualche idea, ognuno la sua fragile opinione.. ma direi in sostanza che nessuno ha convinto nessuno.

Risultato differente invece quando abbiamo capovolto il discorso e ci siamo chiesti se eravamo schiavi. Abbiamo elencato gli obblighi spiacevoli, i lavori che siamo costretti a fare e tutte le ragioni per cui non potremmo prendere, lasciare tutto e andarcene via.. cosi' man mano che ripetevo "ma allora siamo schiavi!" intorno a me si creava un certo silenzio..

Non mi ricordo bene come siamo passati ad un altro discorso, solo mi ricordo che le ore volavano e la fame non arrivava..

martedì 22 aprile 2008

Indio Moderno

Durante le riprese che abbiamo fatto in favela ci siamo imbattuti in ragazzi e bambini di varie eta' che a parte le condizioni del contesto sembravano uguali a quelli che mi e' capitato di incontrare ultimamente in italia o in bosnia, con le stesse passioni per i calciatori, per i capionati, per la formula uno e cosi' via.
Poi mentre le ore passano e le immagini corrono sui nastri digitali scopri qualche sguardo differente, qualche altra sensibilita'.
Allora magari ci pensi su', riflettendo pensi che si i bambini in generale sono uguali dappertutto, pero' c'e' smpre un pero'.
Le eccezioni. Che tra i bambini se ci penso, sono sempre tante, o forse dovrei dire tra gli esseri umani. Le diversita' si trovano nelle eccezioni.
Se cambi il fuoco della camera e vai magari sullo sfondo vedi un ragazzino differente. Forse e' quello piu' sensibile al contesto, forse e' quello che del calcio gliene frega proprio poco, forse quello che di sogni ne ha meno, forse quello che se lo lasciate li' a giocare con il suo aquilone, non vorrebbe saperne niente del mondo.
Ti parla di tipi d uccelli, di dice se la marea sale o scende, se glielo chiedi poi, altrimenti lui parlerebbe solo di aquiloni.
Non so esattamente cosa c'e' dietro, mi viene solo in mente una frase di O.Wilde, "Stiamo tutti seduti nel fango ma alcuni di noi guardano le stelle".
KCal dice che sono gli Indios Moderni, quelli ancora non conquistati da Cabral.

Sono felice per loro, e a dire il vero anche un po' invidioso..

sabato 19 aprile 2008

venerdì 18 aprile 2008

viajando em meu cenario

da oggi pubblicato su youtube, il primo
video sulla favela do Bode e sull'area intorno alla livroteca

http://it.youtube.com/watch?v=LFBBIpm6mXA


se il link non dovesse funzionare basta cercare su youtube il video "viajando em meu cenario"

iniziamo...

Salve a tutti questo e' il primo post del nuovo blog che sara' scritto in due lingue italiano e portoghese.
Presentera' le iniziative della Livroteca Favela Blues.

La Livroteca Favela Blues nasce dall'originale idea di Kcal (Cacao) di aprire le porte della sua casa, una palafitta della favela do Bode nel quartiere Pina di Recife, per dare accesso gratuito alla sua collezione di libri, ai ragazzini del posto e a chiunque dei sui vicini volesse
prendere un libro in prestito.

Il nome livroteca, nasce a detta di Kcal dal fatto che nella sua libreria non c'e' sorta di Bibbia o simili, inoltre Kcal e' compositore di musica e poesie e uno dei suoi generi preferiti e' il Blues.